Non, Vita, perché sei nella notte
la rapida fiammata e non per questi
aspetti della terra e il cielo in cui
la mia tristezza orribile si placa –
per le tue rose che non sono ancora
schiuse o si sfanno; per il Desiderio
che lascia nella mano ratta cenere;
per l’odio che portiamo ognuno al noi
della vigilia; per l’indifferenza
di tutto ai nostri sogni più divini;
per non potere vivere che l’attimo
al modo della pecora che bruca
ora questo ora quello ciuffo d’erba
e non vede né sa fuori di esso;
pel rimorso che sta in fondo ad ogni
esistenza, d’averla invano spesa,
come la feccia in fondo nel bicchiere;
per la felicità grande di piangere;
per la tristezza eterna dell’Amore;
pel non sapere e l’infinito buio…
– per tutto questo amaro t’amo, Vita.
Poesia di Camillo Sbarbaro, Pianissimo [1954]
