Considerazioni sulla salute mentale con Alexander Lowen

Immagine tratta da Pinterest

Lo scopo fondamentale del lavoro psichiatrico, oggi come ieri, consiste nel mettere la persona malata di mente in contatto con la realtà. Se il distacco dalla realtà è grave – cioè se il paziente non è in grado di orientarsi nei confronti della realtà del tempo, dello spazio o dell’identità – la sua condizione viene definita psicotica. Si dice che soffre di fissazioni che alterano la sua percezione della realtà. Quando il disturbo emotivo è meno grave, viene definito nevrosi. L’individuo nevrotico non è disorientato, la sua percezione del reale non è alterata, ma la sua concezione della realtà è fallace. Egli opera in base a delle illusioni e di conseguenza il suo funzionamento non è radicato nella realtà. Poichè soffre di illusioni, il nevrotico è considerato un malato mentale.

Ma la realtà non è sempre facile da definire. Spesso è difficile determinare quali credenze siano illusioni e quali siano invece valide. Non di rado si può constatare come la persona che si vanta di essere “realista” abbia illusioni nascoste.

Vi è una realtà indiscutibile nella vita d’ogni persona, e cioè l’esistenza fisica, ossia il corpo. Il suo essere, la sua individualità, la sua personalità, sono determinati dal suo corpo. Quando il suo corpo muore, cessa il suo essere come persona nel mondo. Nessun individuo esiste separato dal corpo. Non esiste alcuna forma di esistenza mentale indipendente dall’esistenza fisica di una persona.

Da questo punto di vista il concetto di malattia mentale è un’illusione. Non c’è disturbo mentale che non sia anche disturbo fisico. La persona depressa è depressa fisicamente oltre che mentalmente: le due cose sono in realtà una, ciascuna di esse è un aspetto diverso della personalità. La stessa cosa è vera di ogni altra forma di cosiddetta malattia mentale. La convinzione che “stia tutto nella testa” è la grande illusione del nostro tempo, legata all’ignoranza della realtà fondamentale che la vita in tutte le sue manifestazioni è un fenomeno fisico.

Immagine tratta pa pinterest. Illustrazione di Joanna Concejo

Il termine appropriato per descrivere disturbi della personalità è “malattia emozionale”. Il termine “emozione” implica la nozione di movimento e pertanto sottintende sia il dato fisico che quello mentale. Il movimento ha luogo sul piano fisico, ma la relativa percezione avviene nella sfera mentale. Un disturbo emozionale coinvolge entrambi i livelli della personalità. E poichè è lo spirito a muovere la persona, è anch’esso coinvolto in ogni conflitto emozionale.

Se vogliamo evitare l’illusione che stia “solo nella testa”, dobbiamo riconoscere che la vera spiritualità ha una base fisica o biologica. Analogamente dobbiamo distinguere tra fede e credenza. La credenza (o convinzione) è il risultato di un’attività mentale, ma la fede è radicata nei profondi processi biologici del corpo. La persona depressa è, come vedremo, una persona che ha perso la propria fede. Come e perchè l’abbia persa sarà l’argomento principale di questo libro. Nel corso di quest’analisi arriveremo ad una comprensione della base biologica del senso di realtà e del sentimento di fede. Non si esagererà a sottolineare l’importanza di questo tipo di ricerca, poichè la perdita della fede è il problema essenziale dell’uomo moderno.

Tratto dalla prefazione al libro: La depressione e il corpo. La base biologica della fede e della realtà. A. Lowen; ed. Astrolabio, 1980.

Alexander Lowen, allievo di Reich e creatore della bioenergetica, ha praticato psichiatria a New York e nel Connecticut è stato direttore delll’Institute of Bioenergetic Analysis.

Lascia un commento