Le mani forti di Ludwig R.

«Non credo di essere malato. Questo anzi lo escludo, mi creda. Semplicemente: io sono uno a cui la vita si sbriciola in mano. Ho sempre avuto le mani troppo forti, tutte le cose mi si rompono in mano, mio padre mi diceva sempre: “Tu stringi troppo”, e non c’è cosa che io non abbia distrutto.»

Disegno del fiore di Maquilishuat o Tabebuia Rosea

«Fra i miei pazienti, se le può servire, c’è chi dice come lei di aver stretto la vita troppo forte, c’è chi dice di averla solo accarezzata, c’è chi dice di non averla mai nemmeno sfiorata. E infine c’è anche chi proprio non sa cosa siano le mani. Questi ultimi sono quelli che stanno meglio, tanto che in genere neanche li trattengo.»

Roseto del Palazzo di Topkapi a Istanbul

«Torno a dirle: mi ha parlato della vita come di un oggetto nelle sue mani. Ebbene, non parliamo di una cosa, non la puoi nè stringere nè sfiorare, per il semplice fatto che non è materia. Il fatto che lei pensi di poterlo fare indica che ha di sè un’idea distorta: nessuno usa la propria vita: ognuno semmai è la propria vita. E deve prenderne atto. Guardi il mio caso: oggi lei è entrato qui, io le sto parlando. Per quanto io mi sforzi di controllare le cose, non posso cambiare il fatto che lei sia qui, e che sia com’è. In altri termini: non posso scegliere le cose che accadono, posso solo cambiare il mio sguardo su di esse. Chi pretende di forzare le cose in realtà non ha alcuna forza: fugge e basta, fugge di continuo, finge di non vedere, chiude gli occhi, corre bendato, e guai a dirgli che la benda si può sfilare.»

Tratto da: L’interpretatore dei sogni di Stefano Massini